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Archeologia in Laguna

L’offerta turistica che la città della Laguna propone ai suoi visitatori è sempre più ricca ed affascinante, piena di siti poco conosciuti che meritano senza dubbio di essere ammirati. E’ questo il caso dell’isola del Lazzaretto Nuovo che eccezionalmente aprirà le sue porte ogni fine settimana fino al 31 ottobre 2012. Perché in fondo Venezia non è solo Piazza San Marco e non è neppure solo turismo di massa. Non è solo calle affollate o gondole caratteristiche piene di innamorati che si baciano sotto il Ponte dei Sospiri. Venezia presenta una gamma ricchissima di mostre, offerte enogastronomiche, concerti ed eventi davvero imperdibili.
L’isola di Lazzaretto è stata abitata fin dal Medioevo ed infatti qui era presente un monastero benedettino già nel XIII secolo. Il suo nome deriva dalla sua destinazione d’uso fino al XV secolo, quale sede della devozione alla madonna di Nazareth. Nel corso del ‘400 l’isola per volere di San Bernardino da Siena fu adibita a luogo di quarantena per le imbarcazioni e i pellegrini che andavano o tornavano dalla Terra Santa e fu sede di vero e proprio ospitale per tutti coloro che arrivavano infestati dal morbo della peste.
In questo modo Venezia sacrificava una delle sue isole per tutelare la sicurezza dell’intera città.
Il Lazzaretto Nuovo è ai giorni nostri ancora più intrigante dal momento che è divenuta un vero e proprio campo archeologico all’aperto per tutti coloro i quali sono appassionati di archeologia e vogliono toccare con mano le radici medievali di questo territorio. Anche quest’anno infatti sono state attivate le campagne di scavo per volontari che hanno permesso di ampliare l’indagine condotta negli ultimi anni e che aveva portato alla luce una serie di testimonianze davvero interessanti relative alle varie fasi di vita del sito fino a quelle essenzialmente militari che hanno caratterizzato l’utilizzo del suolo dell’isola fino ai giorni nostri. Sono emersi importanti materiali mobili e soprattutto murature connesse al periodo benedettino, trovando il livello del monastero medievale. Gli scavi hanno evidenziato anche pavimenti di notevole interesse e decorazioni parietali che provengono dal cosiddetto “Tezon Grande”, il luogo dove erano ospitati per la decontaminazione merci e uomini nel corso del cinquecento.
Si tratta certamente di un percorso stimolante ed originale che merita di essere visitato insieme alle altre immense bellezze che la Laguna mette a disposizione dei suoi turisti.