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Il Mare in mostra a Venezia

Che questo sia il periodo del mare e del sole è chiaro assolutamente a tutti.
Venezia riesce a creare un vero e proprio mix all’interno dei suoi musei offrendo, fino al 30 agosto, una esibizione dedicata al Mare Nostrum e a tutti coloro che nel passato vi hanno viaggiato, e dal quale sono partiti alla scoperta magari di nuove rotte e nuovi mondi. La mostra “Le vie del mare: portolani e carte nautiche dalle collezioni del Museo Correr" a Palazzo Ducale è uno dei modi per vivere la storia della navigazione attraverso una rassegna di peripli medievali e di splendidi esemplari di cartografia nautica ricchi di storia e di grande valore, databili tutti tra il 1300 e il 1700.
L’Italia si sa, tra Medioevo ed età Moderna non aveva la liquidità necessaria per far partire spedizioni importanti alla volta di nuovi mondi, e a dirla tutta l’Italia non era neppure ancora Italia! Ad ogni modo la nostra terra ha offerto un contributo fondamentale in queste ricerche, mandando le menti, i geni, gli esploratori e i navigatori al servizio delle corti più ricche di tutta Europa. Una sorta di fuga di cervelli ante litteram, in fondo niente di nuovo!
A 520 anni dalla scoperta dell’America e a 500 anni dalla morte di Amerigo Vespucci, che avrebbe forse dato il suo nome alla “4 parte della terra”, noi moderni, esperti di computer e di tecnologia siamo ancora affascinati da carte ingiallite dal tempo che mostrano a tutti i misteri della navigazione.
Ovvio non sarà di certo esposta la tanto celeberrima ed antichissima Carta di Piri Reis, che sarebbe servita a Colombo, secondo alcuni, per scoprire il nuovo mondo, ma l’esposizione veneziana propone ai suoi visitatori manufatti interessanti che chiariscono quanto fossero fondamentali lo studio della matematica e della geometria, delle tecniche dell’orientamento in mare e la lettura delle stelle ma anche l’attenzione rivolta ai venti e alla forma della terra e delle coste fino ad allora perlustrate.
Si tratta insomma di un viaggio nel passato, senza radar e senza satellitare ma grazie al quale siamo ora quello che siamo.