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Multimedialità in arte a Venezia

Sarà inaugurata il 30 agosto e sarà esposta fino al 13 gennaio 2013 a Palazzo Grassi una mostra dedicata alla straordinaria originalità dell’arte contemporanea, incentrata su video, filmati e istallazioni visive di una trentina di artisti della scena internazionale, scoprendo opere e personalità provenienti dalle più disparate parti del mondo. E’ come se ci trovassimo davanti ad una rappresentazione del cosmopolitismo artistico contemporaneo.
La Video-art è una forma artistica che sta prendendo sempre più piede all’interno delle gallerie e delle mostre d’arte sparse per il mondo, per il suo carattere innovativo ed anche perché è diventata fondamentalmente una moda molto in voga! La videoarte si è infatti particolarmente sviluppata negli ultimi decenni data la continua evoluzione della tecnologia video che è arrivata a dei livelli davvero inimmaginabili con la possibilità di proiezioni anche su smartphone o tablet oltre che negli schermi che raggiungono un’altissima risoluzione e un grado di perfezione dell’immagine quasi pari ai nostri occhi.
Questo settore affascina senza dubbio sia coloro che sono interessati all’arte contemporanea e alle nuove forme da essa raggiunte, sia, perché no, gli appassionati di multimedialità, che troveranno in questa esposizione pane per i loro denti!
Ed in fondo quale luogo migliore per una esposizione di tal fatta se non Venezia che ospiterà anche quest’anno, dal 29 agosto 2012, l’importante mostra del Leone d’oro?
La particolarità di questo tipo di arte è quella di non rimanere fine a se stessa, di non puntare al vacuo estetismo, ma di tendere allo studio di nuove forme di comunicazione e di espressione volte a dar voce alla forza della relazionalità. Le opere in mostra saranno in maniera diretta gli strumenti della manipolazione del dialogo tra l’osservatore e l’artista, nella volontà tutta contemporanea di non limitare l’arte ma di renderla spirito libero del linguaggio.
L’esibizione veneziana allora invita ad andare al di là dello sguardo, verso la percezione plurisensoriale, puntando a coinvolgere tutti i sensi ma anche l’anima del visitatore, immerso nella suggestiva location di Palazzo Grasso e rapito dalle ammalianti antitesi di luce e tenebra, silenzio e suono, caos e cosmos.
Emotività e razionalità, certezze ed indeterminatezza coesistono e riemergono quasi scioccando il turista che si trova da solo dinanzi alla sua personale definizione dell’oggetto artistico presentato alla mostra veneziana.