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La forza del lavoro in pittura

Sarà aperta fino al 4 novembre 2012 a Villa Pisani a Stra, a pochi minuti dal centro di Venezia, la mostra dal titolo “Nobiltà e lavoro. Arti e mestieri nella pittura veneta tra ‘800 e ‘900”.
Si tratta di una settantina di pezzi che provengono dalle più disparate collezioni dei più importanti musei d’Italia ma anche da raccolte private ed alcuni dipinti saranno qui esposti per la prima volta, in maniera del tutto inedita.
Si tratta quindi in alcuni casi di opere di pittori noti, che fanno parte della corrente del verismo italiano, ma in altri casi saranno presentati pezzi quasi di illustri sconosciuti del panorama artistico veneto.
La volontà di questi artisti è quella di dipingere soggetti popolari, rappresentati mentre svolgono le loro attività quotidiane, mediante i quali è riprodotta la fatica nei campi o nelle fucine, il lavoro duro delle donne, quello delle mondine o delle cucitrici ed è quindi raffigurata la realtà senza fronzoli ed abbellimenti.
L’esibizione in questione fa quasi venire voglia di vedere se al lato della tela c’è qualche altro particolare delle case, degli arredi, dei campi assolati o delle calle della città descritte nei quadri dell’epoca. Ed è forse questo l’intento dei pittori veristi: fare dell’arte lo specchio del reale, fare delle immagini rappresentate sensazioni ed emozioni tangibili che colgono l’osservatore ogni qual volta si ferma ad ammirare i dipinti. Un’arte che non si limita all’apparenza ma che punta ad appassionare ed entusiasmare.
La mostra in questione porta allora il visitatore in un mondo che appare lontano, ormai inconsistente, quasi irreale ed impossibile confrontandolo con il nostro ricco di tutti i comforts e di tutte le tecnologie. Come facevano nel XIX e nei primi anni del XX secolo senza la macchina, l’energia elettrica, l’acqua calda, senza la luce, il telefono o il cellulare e senza il computer? Oggetti imprescindibili senza i quali oggi non potremmo vivere, lavorare ed addirittura quasi pensare. Eppure nel loro mondo il lavoro era la vera forza del paese, c’era per tutti ed anzi più le famiglie erano numerose meglio era, così ci sarebbero state più braccia per faticare. Oggi invece il lavoro è un’utopia, un sogno, un bel disegno dipinto su tela che ricorda il mondo di cento anni fa. Chissà allora come rappresenteranno i mestieri gli artisti tra cinquanta anni, forse magari con un grande punto interrogativo?!