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Lo sguardo del passato

A cinque minuti a piedi da Piazza San Marco a Venezia fino al 30 settembre 2012 sarà possibile ammirare all’interno di Palazzo Grimani una bellissima mostra dal titolo “Echi Neorealisti nella fotografia italiana del dopoguerra”. Si tratta di un vero e proprio tuffo nel passato, indietro di quasi 60 anni, quando ancora ammaccati dai colpi delle guerra e dalle perdite che ogni famiglia italiana aveva subito si è cercato di ricostruire, di reagire per “produrre futuro” senza esitazioni e senza paura. La realtà vivida delle fotografie in bianco e nero sono il nostro bagaglio culturale, la nostra forza e allo stesso tempo la nostra coscienza.
Per i più giovani certe immagini faranno certamente impressione, per quanto sono custodite in esse la fatica, le mani ruvide e gonfie delle massaie, la bellezza delle giovani senza un filo di trucco, lo sforzo di chi lavora nei campi, il coraggio di chi è partito alla volta delle Americhe nella speranza di inseguire un sogno che non sempre si è realizzato e che invece di dare ricchezza ha ampliato solo la povertà.
Ma l’Italia in mostra è quella delle donne ancora coperte dal fazzoletto e degli uomini con la coppola in testa ma anche quella del boom economico, delle lavatrici, delle cinquecento lucidate a nuovo e dell’inizio del vero benessere. Una ricchezza non omogenea, che maggiormente si percepiva al nord e che ha concepito generazioni di emigranti che dal sud, ancora agricolo e sventurato, si spostavano verso nord, alla ricerca della felicità.
Le fotografie, vere opere d’arte in mostra a Venezia e monumento alla nostra memoria, sono la materializzazione dei racconti dei nostri nonni e dei nostri padri, sono lo specchio di ciò che siamo stati, sono lo sguardo attento del nostro passato al nostro futuro, perché tutto ciò che è stato non venga banalmente sperperato dal modernismo e dal consumismo. Perché in fondo è questo il mondo dal quale siamo partiti per arrivare oggi all’ I-Pad, al mondo virtuale o alle cellule staminali.
Una mostra riflessiva e meditativa adatta a tutti coloro che hanno l’ardire di conoscere chi siamo realmente.