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Tiziano torna a Venezia

A dieci minuti a piedi da Piazza San Marco dal 29 agosto fino al 2 dicembre 2012 sarà possibile prendere parte ad una delle mostre più attese degli ultimi anni: “Il Tiziano mai visto. La fuga in Egitto e la grande pittura veneta”.
Ritorna infatti a Venezia dopo quasi 3 secoli “La fuga in Egitto”, uno dei dipinti più discussi della produzione artistica di Tiziano, il pittore del ritratto di stato, famosissimo per aver dato vita, insieme al suo maestro Giorgine, alla pittura tonale veneta, nota e apprezzata in tutta Europa.
Si tratta di una tela maestosa, che è stata per più di un decennio oggetto di un profondo restauro, che tornerà, dopo l’esposizione in questione, all’Ermitage di San Pietroburgo, ironia della sorte sua sede originaria. Anche questo Tiziano, come altre numerosissime opere di pittori italiani, è infatti lontano dalla sua patria e va ad impreziosire un museo, senza dubbio di grande importanza, ma a malincuore ancora una volta non italiano.
Vedere nel Belpaese le opere dei nostri grandi artisti del Rinascimento non dovrebbe essere un evento raro dalla durata di poco più di 4 mesi.
Ma forse chissà, se avessimo a portata di mano nelle nostre strutture museali tutti i capolavori della nostra arte non li considereremmo abbastanza e soprattutto non ci vanteremmo orgogliosi di aver lasciato al mondo un’eredità artistica così grande, come quando ci rechiamo al Louvre o alla National Gallery e scorriamo una miriade di italiani appesi nelle sale.
La tela in mostra alle Gallerie dell’Accademia, proposta a Venezia insieme ad alcune opere dei due maestri del Tiziano, Giovanni Bellini e Giorgine, ed accostata ad alcuni capolavori dell’arte tedesca e olandese, fu la prima realizzata dall’artista in età giovanissima ma mette già in luce, a detta degli esperti, il suo talento nel realizzare paesaggi e scorci, in questo caso agresti, ed enfatizza senza dubbio la sua attenzione volta al colore, quasi composto di una sua autonomia e combinato a forme chiaramente cinquecentesche, cariche di una nuova straordinaria energia dinamica che punta a concretizzare gli effetti realistici dei soggetti e del contesto rappresentato.
L’impressione generale è che questo dipinto del Tiziano non tornerà a breve in Italia: approfittarne è d’obbligo!