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Il Barocchino tra le porcellane veneziane

Si svolgerà fino al 31 dicembre 2012 una interessante mostra a Cà Rezzonico, storico palazzo settecentesco prospiciente il “Canalazzo”, dedicata ad uno dei più importanti manufatti utilizzati a Venezia nel corso del XVIII secolo. Stiamo parlando dell’esposizione “Porcellane del Settecento” che offre un’idea abbastanza esaustiva dello sfarzo e della sontuosità che dovevano caratterizzare le corti degli aristocratici veneziani.
Fino al settecento, ed in particolare fino alle importazioni dall’est Europa, la porcellana era prodotto esclusivo del mercato cinese, merce decisamente diversa rispetto a quella proveniente ora dalla civiltà del drago e alla quale la globalizzazione ci ha ormai tristemente abituato.
Lo sviluppo di tazze, tazzine e piattini, d’uso abituale nelle corti del tempo, è dovuto ad una nuova moda alimentare che amplia le possibilità di gustare bevande grazie alle importazioni oltreoceano ma che riduce le porzioni e le portate a vantaggio del gusto che tende ad aggraziarsi, secondo i dettami provenienti dalla Francia, quasi si trattasse di una nouvelle cousine ante litteram.
Il tutto è generato dalla volontà di dare sfoggio del lusso, all’interno dei palazzi settecenteschi finemente decorati con stucchi, damaschi, specchi, legni, intarsiati d’oro, e caratterizzati da salottini intimi, leziosi dove si balla, si danza e si gioca. Una vita futile, rumorosa, festaiola, dove tra un banchetto e l’altro la nobiltà ostenta ed esibisce la sua ricchezza. In questo sfarzo quasi esagerato, allusivo e leggero, che a tratti scaturisce nel pacchiano, si inserisce l’arte del barocchetto o del rococò veneziano, che mostra come emblema proprio le porcellane veneziane. Si tratta di uno stile a metà strada tra Barocco e Neoclassicismo, opposto al classicismo e al razionalismo illuminista e carico di un’arte ornamentale, voluminosa e ricercata, dove la natura rappresentata nelle arti diviene incantata e fantastica. In questo contesto assumono sempre più rilievo gli ebanisti che creano con il legno opere d’arte uniche al mondo, gli orafi, gli stuccatori ed i musicisti, che amplificano questo senso onirico della rappresentazione della realtà.
E’ in questa atmosfera che sono create le fragili porcellane finemente decorate a motivi floreali e caratterizzate da colori tenui e delicati, vanteria della ricca tavola dei signori veneziani che si dilettano ad assaporare nuovi prodotti provenienti dalle Americhe, conosciuti fino ad un secolo prima forse solo di nome.