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Il dubbio dell'arte e l'arte del dubbio

Venezia offre ai suoi turisti una mostra riflessiva, ricca di spunti intelligenti per cogliere appieno alcuni aspetti intriganti della storia dell’arte contemporanea.
L’esibizione dal titolo “L’elogio del dubbio” sarà aperta al pubblico fino a fine anno e coglie un tema particolarmente interessante, difficile da riproporre nelle belle arti, quello del dilemma, dell’ambigua perplessità, soggetti legati ad argomenti di più ampio respiro e indissolubilmente connessi con la debole esistenza umana e la consapevolezza della caducità.
Una mostra intensa quella proposta dai curatori veneziani, ricca di istallazioni che materializzano in maniera multiforme la sospensione, l’evanescente, la trasparenza ingannevole della tridimensionalità, il sospetto dell’errore.
L’idea del dubbio è una parte fondamentale della filosofia umana e, come avrebbe detto lo stesso Socrate, si concilia perfettamente con l’aleteia, la verità. Non è necessario essere laureati in filosofia per recarsi alla mostra veneziana e per cogliere le venature del pensiero riproposte in vive opere d’arte , ma basta fermarsi un attimo ad osservare questi capolavori per comprendere come il dubbio sia motore universale, in grado di cambiare lo status quo ante e di rivoluzionare la mente, le azioni ed il mondo stesso.
L’esibizione propone notevoli opere di artisti contemporanei, già note e realizzate negli anni ’70, ma anche pezzi inediti, creati appositamente per la straordinaria location di Punta della Dogana a Venezia, come quelli di Tatiana Trouvè che personalizza le antitesi della realtà, esprimendo nelle sue ideazioni il divenire del pensiero, in una elaborazione tutta particolare della perdita e dell’assenza, che diventano protagoniste della sua arte, fatta di specchi, architetture e giochi di grandezze.
Un’esposizione da vivere, meditativa ed originale, che vale certamente la pena di scoprire.